I FILARMONICI DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Le prime esperienze di questo ensemble inizia negli anni 1966-1969, quando un gruppo scelto di musicisti del Teatro Comunale di Bologna iniziarono a suonare insieme, proponendo un repertorio di musica barocca, per lo più italiani. Nel 1970 - grazie ad una felice coincidenza di intuizioni, scopi e le aspirazioni - il Teatro Comunale di Bologna decide di concedere uno status formale al gruppo, per promuovere la cultura e l'eccellenza artistica. L'ensemble viene quindi chiamato "I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna" e Angelo Ephrikian (allievo prediletto di Gian Francesco Malipiero e eminente studioso di Vivaldi) diventa il suo direttore.
Dopo un intenso periodo di studio e di preparazione, "I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna" iniziarono farsi conoscere, acquisendo così un successo immediato, come una delle migliori orchestre da camera attiva nel panorama della musica barocca in Italia. Il loro nome compare nei programmi delle maggiori organizzazioni concertistiche italiane. Dopo la morte del Maestro Ephhrikian, "I Filarmonici" mantennero viva la sua eredità artistica, una scelta che diventa una delle caratteristiche più peculiari del gruppo, e ne fanno l'unica orchestra da camera italiana con una lunga e continua esperienza tale musicale nel campo.
Nel 1989 "I Filarmonici" incisero  per Decca una produzione interamente dedicata a Vivaldi, con Franco Gulli come solista e Riccardo Chailly come direttore d’orchestra. Sono stati invitati a esibirsi all'estero, in diverse occasioni: per i festival internazionali di Dubrovnik e Lubiana, al Bach Fest di Lipsia, al Festival di Berlino, a Dresda, al Musikverein di Vienna, all'Accademia Liszt di Budapest, a Bruxelles ( in occasione del 300 ° anniversario della morte di Vivaldi), al festival internazionale di Wengen in Svizzera, in Germania, per una lunga tournée toccando Monaco, Colonia, Francoforte, Bonn, Stoccarda, Bayreuth e molte altre città. Con Emanuele Benfenati come presidente e Paolo Taddia come segretario, il complesso aumenta la sua attività artistica, collaborando quindi con direttori e solisti di fama internazionale, quali Riccardo Chailly, Maurizio Benini, Franco Gulli, Misha Maisky, Jean Pierre Rampal, Ruggero Ricci, Bruno Canino, Michele Campanella, Dimitry Ashkenazy, Jorg Demus, Narimichi Kabawata, Vladimir Jurowski, Krzysztof Penderecki, ottenendo sempre buone recensioni dalla critica e incontrando il favore del pubblico.
Di particolare importanza è la collaborazione con il Giappone, che  ha avuto inizio nel 1985-1986 in occasione di Tsukuba Expo, che si è dimostrato grandi soddisfazioni nel corso degli anni.
Nel 2000 "I Filarmonici" sono invitati a Tokyo, Nara, Ritto; la loro tournée culmina con un concerto al Festival Internazionale di 42 ° ad Osaka, dove hanno ottenuto un grande successo.
Nel 2004 inizia la collaborazione artistica con il violinista giapponese Narimichi Kabawata, con il quale si sono esibiti a Tokyo, Yokohama, Akita, Sendai, Sapporo, Nagoya e Osaka e una seconda volta nel 2006 al Tokyo Opera City. Insieme a lui, il gruppo registra anche nel 2005 il "Quattro Stagioni" di Vivaldi e il "Concerto per due violini in re minore" di Bach.
Inoltre, il gruppo ha sempre partecipato attivamente alla vita musicale della città di Bologna. Nel corso degli anni 1990, per esempio, "I Filarmonici" organizzarono in collaborazione con l'Ateneo di una serie di concerti da camera di successo, che si tengono presso l'Aula Absidale di S. Lucia, prestigioso auditorium dell'Università di Bologna.
Dal 2006 "I Filarmonici" ha avuto la possibilità di eseguire quattro concerti nell'ambito della stagione sinfonica del "Teatro Comunale di Bologna", con la possibilità di replicare nella splendida cornice del Teatro Bibiena per un pubblico di studenti, un aspetto che sottolinea l'importanza acquisita dalla educazione musicale e didattica tra gli ideali del gruppo. L'importante ruolo svolto da "I Filarmonici" nel panorama musicale della città di Bologna e il forte legame con i cittadini è confermata anche dal concerto annuale di Capodanno, eseguito nel teatro e trasmessa in diretta sugli schermi in Piazza Maggiore, per raggiungere tutte le persone che celebrano nelle strade. In aggiunta a questo impegno, il Comune ha deciso di sponsorizzare due concerti in più aperti al pubblico, con l'intento di rafforzare questa tradizione musicale.
Nel corso degli anni, il repertorio dell'ensemble si è progressivamente ampliato, arrivando a includere la musica non solo barocca, ma anche moderna e contemporanea: il gruppo ha quindi iniziato un lento cammino verso l'innovazione, pur rimanendo fedele allo spirito originale.

 

 

 

 

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